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View Full Version : [ALBUM]John Petrucci . Suspended Animation



Floorfilla
03-04-2005, 01:59
John Petrucci - Suspended Animation



E dopo anni e anni di successi nei dream theater, finalmente anche lui ci ha dato ciò che volevamo, un album da solista, il primo.
Dopo la recente delusione dell'album di steve vai, illusion-reflection, solo john poteva tirarci su.
E questo album, ve lo assicuro è una bomba.
Spazia dal suo solito dinamismo, a melodie orecchiabili e riff energetici.
Ascoltandolo questo album ha tantissimi punti in comune con satriani, uno stile davvero simile.
Buon ascolto

Sniperino
03-04-2005, 04:17
Voglio ascoltarlo anche se come ogni chitarrista del suo genere so già che dopo aver ascoltato la prima canzone, avrò praticamente ascoltato tutto.

lyper
03-04-2005, 12:37
Voglio ascoltarlo anche se come ogni chitarrista del suo genere so già che dopo aver ascoltato la prima canzone, avrò praticamente ascoltato tutto.

nn sono d'accordo ..

cmq lo ascolterò al piu presto :)

ripper
04-04-2005, 15:24
commenti? pareri? qualche recensione?

Sniperino
04-04-2005, 15:26
Anno: 2005
Genere: Prog Metal
Casa: John Petrucci
Autore: Borghesani Daniele "Sasha"
Voto: 70


Petrucci… Petrucci… L’avevamo lasciato al controverso (anche se tecnicamente valido) “Train of thought”. Poi cosa? In effetti nulla: lui e Myung sono decisamente i due componenti meno attivi nei Dream Theater per quanto riguarda side projects e partecipazioni, e (visti alcuni di questi lavori) per qualcuno è pure una fortuna.
Petrucci è forse uno dei pochi immensi chitarristi su questo pianeta a non aver mai fatto un album solista. Se ne sentiva la mancanza? Per quanto mi riguarda direi di sì: se penso al G3, penso ad esempio alla divinità Steve Vai (e ai suoi album), al papà Satriani (e ai suoi album) e… a Petrucci (e agli album dei Dream Theater…). Sì, diciamolo, se ne sentiva la mancanza. Se n’è parlato per diverso tempo, e infine (dopo una lunga attesa) eccolo qua.
Il primo impatto (“Jaws of life”) rimanda inevitabilmente a quel “Train of thought” di cui si parlava prima: la pesantezza della chitarra, il suono della batteria, il riff. Poi, dopo 44 secondi esatti, John fa il suo vero ingresso in scena, e da quel momento rimane una presenza viva e fissa per l’intero album. Riesce bene sia come accompagnatore in melodie in fin dei conti convincenti, sia in assoli ben congegnati, mai inutili e invasivi, piacevoli dall’inizio alla fine (per chi adora il genere, s’intende). Nelle due successive (“Glasgow kiss” e “Tunnel vision”) ritorna a sfoderare un sound più tipicamente da guitar hero, in alcuni aspetti addirittura di vecchia data. Prosegue poi con “Wishful thinking”, una dolce e convincente serenata in cui l’ispirazione a Vai non è di certo casuale (e mi riferisco alla sua “Hand on heart”, ad esempio). La canzone più azzeccata (almeno nel computo totale dell’album) è la successiva “Damage control”, in cui John riesce ad unire sapientemente tutto quello di cui questo album è composto: riff energetici, passaggi melodici orecchiabili (ma non per questo scontati), assoli avvolgenti e fantasiosi al punto giusto, tali da non essere né troppo banali né superflui. Passano in fretta quei 9 minuti, e alla traccia successiva (“Curve”) viene naturale guardare la copertina del cd, per assicurarsi che non sia Satriani quello a suonare: le assonanze con la sua “Surfing in the alien” e col suo modo di suonare appaiono evidenti. Si termina infine con una facile e suadente “Lost without you” (la meno carismatica dell’album) a una lunga “Animate-inanimate” che lo chiude in modo forse un po’ troppo ridondante e dispersivo (almeno rispetto a quello a cui ci aveva abituati nei precedenti 50 minuti).
In definitiva, si tratta tutto sommato di un piacevole “esordio”, accompagnato tra l’altro dalla solida e mai invasiva batteria di Dave DiCenso e dal buon basso di Dave LaRue (già abituato a lavorare con i grandi nomi, Vai, Satriani e Moore inclusi). Un album abbastanza vario da tenerti nei paraggi delle casse dall’inizio alla fine, abbastanza dinamico e ben costruito da lasciarti, dopo quell’ora di ascolto, con la voglia di dargli – perché no – anche una seconda ascoltata. Ecco, forse manca quel pizzico di pepe e personalità che permetta di scorgerlo nettamente nella folla. Magari lo si può definire solo valido sotto il profilo tecnico ma ben lontano dall’essere un capolavoro al pari di quelli di altri guitar hero. Questione di gusti. Rimane comunque la prima impressione (ottima), e quella sensazione di piacevole soddisfazione provata nel poter finalmente dire: “Ho ascoltato un album di John Petrucci”.

Lu ManiaK
17-04-2005, 19:39
L'ho ascoltato. A parte Jaws of life (che come pezzo mi ispira moltissimo) ho notato che John scade troppo nel suo modo di suonare.
Mi spiego. Ricade sempre nella sua plettrata alternata senza dare sfogo a virtuosismi che effettivamente non sono sua prerogativa.
Non voglio dire che è un musicista del cazzo ( e ci mancherebbe altro :asd: però il suo modo di suonare è abbastanza "statico" se capite cosa intendo dire).
Peccato perchè il genere dà spazio a fare di TUTTO. :(
Cmq per gli appassionati penso che sia un disco da avere.