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View Full Version : Why Silvio isn't smiling? ( settimanle americano Newsweek )



bl4in
28-03-2006, 18:35
Il settimanale americano Newsweek (comunista) ha dedicato l’articolo di copertina all’elefantino con il titolo: “Why Silvio isn’t smiling (Perchè Silvio non ride più)”.
Se l’elefantino non ride più adesso, gli italiani non ridono più da un pezzo. Almeno lui si è divertito in questi cinque anni.

Newsweek:

“Durante il governo Berlusconi la quarta economia europea è diventata l’anello più debole dell’Europa. Da un già anemico tasso di crescita dell’1,8% del 2001, l’Italia è scesa allo 0% dello scorso anno. Niente!”

“Il Cavaliere non ha fatto nella sostanza nessuno sforzo per introdurre serie riforme per invertire il declino economico dell’Italia. “Durante i suoi cinque anni non sono avvenute né grandi privatizzazioni, né riforme strutturali”, dichiara Boeri della Università Bocconi di Milano, “La sua idea è di aumentare la spesa pubblica e di tagliare le tasse per rivitalizzare la domanda”. Non ha funzionato. Numerosi uomini di business europei sono preoccupati che in futuro l’economia italiana si deteriori al tal punto da costringere l’Italia ad uscire dall’euro”.

“Si consideri la situazione potenziale che Prodi troverà in caso di vittoria. Anche se vincerà con un margine sostanziale, sarà difficile per lui avviare delle riforme economiche. La ragione? Grazie ai cambiamenti apportati alla legge elettorale dal governo Berlusconi, l’Italia è ritornata al vecchio sistema della rappresentanza proporzionale che ha creato coalizioni instabili in passato. “Il Paese sarà molto meno governabile”, dice John Harper del centro di Bologna della John Hopkins University.

“La bilancia commerciale italiana ha superato i 10 miliardi di euro di deficit nel 2005, un risultato dovuto sia all’aumento del costo dell’energia, sia alla crescita del costo del lavoro. Il deficit di bilancio delle nazioni europee non dovrebbe superare il 3% del prodotto interno lordo. Molte nazioni lo hanno superato, ma l’Italia, intorno al 4%, è tra le peggiori”.

“Si confronti la crescita zero dell’Italia con quella delle altre nazioni europee: Spagna 3,4%, U.K. 1,8%, Francia 1,4%”.


Sento un rumore di pentole, di pentole argentine.
Durante questi anni alcuni gruppi, alcune persone, si sono enormemente arricchiti, mentre il Paese si impoveriva e si trova oggi di fronte a un possibile salto nel buio.
Credo che sia corretto che il prossimo Governo istituisca una commissione che verifichi la liceità di questi patrimoni e, in caso contrario, li utilizzi per ridurre il deficit dello Stato.


articolo preso da www.beppegrillo.it

ecco qui l'articolo intero del newsweek su silvio: http://www.msnbc.msn.com/id/12019244/site/newsweek/

ma tanto non fa testo neanche questo articolo perchè è stato scritto da faziosi comunisti....AH un grazie all'attuale governo per la legge elettorale definita dallo stesso Calderoli una PORCATA...come non condividere.

Death'87
28-03-2006, 18:57
bl4in sei il solito comunista :sisi:
In qualsiasi caso se tutti dicono che l'Italia stà andando in merda, e con tutti dico italiani e non, mi spiegate come fanno ancora i berlusconiani a credere anche solo ad una mezza parola che esce dalla bocca del pelato?
O gli unici che sono rimasti sono quelli che vanno a fare il finto pubblico nelle riunioni altrui ad incitare e applaudire il nostro amatissimo cavaliere?

bl4in
28-03-2006, 20:10
non voglio nemmeno commentare le ultime parole del premier sui cinesi perchè direi che si commentano da sole.

Braddock
28-03-2006, 20:31
Io ho un'idea ben precisa di quale sarebbe il fertilizzante migliore da usare per i campi cinesi :asd:

XblindX
29-03-2006, 01:26
non voglio nemmeno commentare le ultime parole del premier sui cinesi perchè direi che si commentano da sole.

uahahahahahahah sì sì bellissime!!:rotfl: :rotfl: :rotfl:

bat
30-03-2006, 13:10
non voglio nemmeno commentare le ultime parole del premier sui cinesi perchè direi che si commentano da sole.

verità scomode sul passato cinese? e riguardano anche il presente mi pare...

fapi
30-03-2006, 14:23
si vabè.. ma cosa pensi bat, che se va su berlusconi piuttosto che prodi cambi qualcosa in cina? :rotfl:

parliamo delle verità scomode sul recente passato italiano piuttosto.. che riguardano anche il presente :|

DUCA
30-03-2006, 14:54
forse non è chiara una cosa, in cina i diritti civili, soprattutto quelli di opinione sono calpestati.. e sono sicuro che se berlusconi potesse lo farebbe anche qui :| ma non è questo il punto, lui parla in questo modo per attaccare il comunismo in quanto tale.. del quale in Italia ne è rimasta traccia solo nel nome di 2 partiti.. le sue esternazioni sono inutili e anzi, controproducenti nei rapporti politici/economici con la cina.

fapi
30-03-2006, 15:17
però magari qualcuna delle sue sparate gli porta quei X voti in più che gli occorrono

Milton
30-03-2006, 15:32
verità scomode sul passato cinese? e riguardano anche il presente mi pare...

perchè scomode? Non mi sembra ci sia qualcuno che sostenga la dittatura cinese qui in mezzo

DUCA
30-03-2006, 15:32
ma guarda, io penso che la maggiorparte degli italiani si sia fatta un'idea su chi votare, e anche chi è deciso a non votare non verrà certo smosso dal ricordo che il comunismo ai tempi di mao bolliva i bambini o altre sparate simili..sono cose che lasciano il tempo che trovano, lo sa' anche berlusconi che così sposta l'attenzione dalla situazione attuale italiana.. è la sua strategia e andrà in fondo con episodi del genere fino alle votazioni..stai a vedere :|

*HellRaiser*
30-03-2006, 15:37
berlusconi di merda, ma tanto tutti i soldi rubati li spende in medicine ;)

DUCA
30-03-2006, 15:53
dovrebbe essere malato per troppo tempo per poter riuscire a spendere tutti i soldi che ha rubato a medicine :(
meglio che non li possa usare in alcun modo il prima possibile :look:

sh0uR
30-03-2006, 16:35
comunque la traduzione è sbagliata e il "più" cambia di molto il significato della frase....quindi beppe grillo vai a studiare inglese oppure non cambiare le traduzioni a piacimento

Milton
30-03-2006, 16:47
cambierà pure il significato del titolo, però i contenuti sono sempre gli stessi

DUCA
30-03-2006, 17:15
scusa, di cosa cambierebbe di molto il risultato?
tra

"perchè berlusconi non ride" e "perchè berlusconi non ride più?"

Wrangler
30-03-2006, 23:46
http://www.viralvideo.it/opuscolo.html

KeRmiT
01-04-2006, 01:18
http://www.viralvideo.it/opuscolo.html

primo e ultimo intervento.

premesso che in ITALIA si va avanti con il lavoro nero ,le amicizie influenti e
chiunque se può si avantaggia a discapito degli altri.

è innegabile che pure tanti impiegatucci statali che votano sinistra e gridano allo scandalo hanno un lavoro perchè il fratello del cognato della zia li hanno fatti assumere tramite canali preferenziali...

ok non è un santo (e nessuno lo ha mai messo in discussione) ma è indubbiamente un genio imprenditoriale...
e a sto punto (visto tutto quello che di "malefico" ha fatto) pare debba aver anche il dono dell'ubiquità...:asd:

personalmente non posso solo che provare invidia per un uomo che da "solo" si è edificato un impero economico (cazzarola 4 miliardi di tasse per giorno lavorativo paga sto qua e vi concedo pure quanti cazzo altri ne evade...)

tanti ne hanno ricevuti di "crediti sulla fiducia" ma quanti li hanno saputi sfruttare così abilmente?

è entrato in politica SICURAMENTE per fini propri; ha fatto il buono e il cattivo tempo ma è un LEADER (non potete negare che li ha tenuti tutti per le palle)
cosa che decisamente Prodi non è (imho)

poi l' ITALIA è il bel paese (dalla memoria corta...) : 5 anni fà venne osannato come salvatore da quei comunisti che con l' EURO ci avevano messi in mutande; ora è il contrario...

è il solito gioco del paraculismo tipico all'italiana: è più facile dire "non è colpa mia (se non ho voglia di fare il muratore e preferisco fare il disoccupato),colpa di berlusconi che non mi fa trovare un lavoro che part time mi mette 2000 euro in busta paga"

scommetto che se salisse la sinistra e riuscisse a stare 5 anni al governo (cosa di cui dubito) ci ritroveremmo tra 5 anni a dire che colpa della sinistra, Prodi è un coglione etc etc...

tirando le somme è proprio la natura e la storia del nostro popolo che ci fa vivere la politica come la causa di tutti i mali
perchè è molto più semplice scaricare le colpe che addossarsele se le cose vanno male

potreste attaccarmi dicendo che gli IDEALI (onestà, giustizia...) dovranno pur valer qualcosa, ma in questo mondo (di questi tempi) non riesco a vederli...

la mia conclusione è questa: in un mondo di lupi scelgo il più forte...


ps: ho sentito Bertinotti accusare il governo di aver talmente ridotto sul lastrico i giovani che per la prima volta dal dopoguerra sono i vecchi che li devono aiutare a tirare avanti e non il contrario...

prima erano i giovani che aiutavano i vecchi con i mutui delle case?

opinabile...

Cili
01-04-2006, 01:46
Kermit, quindi in tutto questo includi anche la mafia?

DUCA
01-04-2006, 02:30
kermit il tuo post può smontato frase per frase, anzi E' smontabile, solo che mi sono rotto le palle di stare a ripetere le stesse cose (non solo io) al solito che passa in quest'area legge un 3d e da' fiato al proprio posteriore, riempiendosi la cavità orale di parole fritte e rifritte perpetuando concetti che hai sentito talmente tante volte da essertene convinto.. non a caso come da firma:

"Se dici una bugia enorme e continui a ripeterla, prima o poi il popolo ci crederà" (Gobbels)




personalmente non posso solo che provare invidia per un uomo che da "solo" si è edificato un impero economico (cazzarola 4 miliardi di tasse per giorno lavorativo paga sto qua e vi concedo pure quanti cazzo altri ne evade...)


se per "solo" intendi con la mafia, la p2 e craxi ci siamo.

poi santodio
primo e ultimo intervento. che vuol dire?
fatti un fottuto blog se vuoi dare la tua idea su un qualsiasi argomento e non discuterla.

ah, tutto questo è
opinabile...

KeRmiT
01-04-2006, 02:50
kermit il tuo post può smontato frase per frase, anzi E' smontabile, solo che mi sono rotto le palle di stare a ripetere le stesse cose (non solo io) al solito che passa in quest'area legge un 3d e da' fiato al proprio posteriore, riempiendosi la cavità orale di parole fritte e rifritte perpetuando concetti che hai sentito talmente tante volte da essertene convinto...

se esprimere le proprie idee (giuste o sbagliate) per te e dare fiato al culo mi sa che sei tu il primo che non vuole discutere civilmente...





se per "solo" intendi con la mafia, la p2 e craxi ci siamo.

secondo te "solo" con tanto di virgolette cosa significa?

il "primo e ultimo intervento" chiaramente era provocatorio perchè da tutti i post che ho letto si vede chiaramente che se uno non la pensa come la maggioranza subito lo si attacca in maniera più o meno garbata (come puntualmente hai fatto tu a differenza di Cili che evidentemente più saggio tratta con le persone col dovuto rispetto; questione di educazione...)
non volevo prestarmi come un certo hyunkel al gioco al massacro

le idee sono idee possiamo discuterne in maniera costruttiva o mandarci a cagare io sono della prima...tu?


ora però te lo chiedo: smonta il mio discorso,voglio vedere cosa tiri fuori...

DUCA
01-04-2006, 03:44
premesso che in ITALIA si va avanti con il lavoro nero ,le amicizie influenti e
chiunque se può si avantaggia a discapito degli altri.

questa è una parte di italia, la peggiore. non si può generalizzare in questo modo.


è innegabile che pure tanti impiegatucci statali che votano sinistra e gridano allo scandalo hanno un lavoro perchè il fratello del cognato della zia li hanno fatti assumere tramite canali preferenziali...

come sopra.. e passandotela per buona, certo esistono, ma esistono a destra come a sinistra.


ok non è un santo (e nessuno lo ha mai messo in discussione) ma è indubbiamente un genio imprenditoriale...
e a sto punto (visto tutto quello che di "malefico" ha fatto) pare debba aver [QUOTE=KeRmiT]anche il dono dell'ubiquità...:asd:

non è un coglione, anzi, ma non lo puoi definire genio imprenditoriale, chiunque dotato di faccia di "bronzo", capitali infiniti, buoni insegnanti, coperture politiche e mafiose, e sopratutto un paese che tace potrebbe emularlo.. e sottolineo il paese perchè una volta che si è spinto fuori dai confini italiani ha fallito..canal plus francia e telecinco in spagna dove è indagato per evasione fiscale, falso in bilancio, frode, violazione della legge antitrust..purtroppo in spagna non valgono le leggi italiane.


personalmente non posso solo che provare invidia per un uomo che da "solo" si è edificato un impero economico

il "come" è il problema.


tanti ne hanno ricevuti di "crediti sulla fiducia" ma quanti li hanno saputi sfruttare così abilmente?

ho risposto sopra


è entrato in politica SICURAMENTE per fini propri; ha fatto il buono e il cattivo tempo ma è un LEADER (non potete negare che li ha tenuti tutti per le palle)
cosa che decisamente Prodi non è (imho)

guarda non ha tenuto nessuno per le palle..è d'alema che gli ha messo in mano le proprie con la bicamerale..e molti glielo ricordano ancora adesso.


poi l' ITALIA è il bel paese (dalla memoria corta...) : 5 anni fà venne osannato come salvatore da quei comunisti che con l' EURO ci avevano messi in mutande; ora è il contrario...

se non fossimo entrati nell'euro..dopo le crisi parmalat e cirio staremmo come l'argentina..e per puntualizzare le trattative con l'europa per il cambio lira-euro le hanno portate avanti ciampi e mario draghi non prodi..ma sono dettagli.


è il solito gioco del paraculismo tipico all'italiana: è più facile dire "non è colpa mia (se non ho voglia di fare il muratore e preferisco fare il disoccupato),colpa di berlusconi che non mi fa trovare un lavoro che part time mi mette 2000 euro in busta paga"

qua non so che dirti perchè mio nonno ragiona meno per luoghi comuni.


scommetto che se salisse la sinistra e riuscisse a stare 5 anni al governo (cosa di cui dubito) ci ritroveremmo tra 5 anni a dire che colpa della sinistra, Prodi è un coglione etc etc...

qua metti a confronto il disastro di leggi che ha fatto questo governo con la proiezione futura di un altro


tirando le somme è proprio la natura e la storia del nostro popolo che ci fa vivere la politica come la causa di tutti i mali
perchè è molto più semplice scaricare le colpe che addossarsele se le cose vanno male

beh prima di tutto se abbiamo una classe dirigente (destra/sinistra) così mediocre è anche colpa nostra, ma nonostante ciò io o tu non possiamo decidere ad esempio la politica economica italiana.. ma lo deve fare chi è al governo


potreste attaccarmi dicendo che gli IDEALI (onestà, giustizia...) dovranno pur valer qualcosa, ma in questo mondo (di questi tempi) non riesco a vederli...

in italia in questi anni sono diventanti molto più oscuri che in altri paesi ma tant'è..


la mia conclusione è questa: in un mondo di lupi scelgo il più forte...

tradotta: se mi devono inculare scelgo quello più grosso con l'opzione sale grosso e sabbia di fiume


ps: ho sentito Bertinotti accusare il governo di aver talmente ridotto sul lastrico i giovani che per la prima volta dal dopoguerra sono i vecchi che li devono aiutare a tirare avanti e non il contrario...

prima erano i giovani che aiutavano i vecchi con i mutui delle case?

in sostanza dice che dal dopoguerra è la prima volta che i figli, se riescono a trovare lavoro, guadagnano meno dei genitori.

KeRmiT
01-04-2006, 17:16
Duca vabbè non so che dirti se non vedi che l'Italia (non tutta vero...) va avanti cosi
domanda :dalle tue parti tutti i commercianti fanno gli scontrini? :argh:

sull'impiego statale non capisco la puntualizzazione destra sinistra (anche se almeno quelli di destra sono meno ipocriti e stanno zitti)

sui luoghi comuni sarà come dici tu ma qua vedo una cifra di immigrati che fanno operai metalmeccanici elettricisti muratori...tutti lavori onesti anche questi no?perchè abbiamo bisogno di manodopera estera se ci sono cosi tanti disoccupati pronti a farli questi lavori? (ok la nazione si evolve e tutti dovremmo puntare ad un posto di lavoro migliore ma nel frattempo?...stiamo a casa a lamentarci fino a che non arriva l'occasione...)
non è un pensiero lecito?

berlusca ha giocato sporco mai negato, ammiro solo le sue capacità (non credo che Craxi e compagnia bella si siano svegliati una mattina e hanno pensato oggi chi facciamo diventare ricco?)

sull EURO non sto a discutere sul perchè e il come,ho solo ricordato che quando è salito il berlusca "l'opinione generale" era quella no? (o tutti erano a inneggiare a che bravi che siamo entrati nell euro con tanto di tassa ad hoc?)

poi sulla proiezione di governo semplicemente ribadisco l'idea di come non ho mai sentito a fine legislatura tutti dire che bravi (indipendentemente dx o sx...) allora c'è qualcosa che non va, evidentemente gli italiani son bravi a fare la pizza ma non la politica (idea mia :asd: )


ps: non voto berlusca ma è ovvio che se voti dx voti per lui (ah vero non li tiene per le palle...)

vedila come vuoi odiami per le mie idee, ma non fare l'errore dei "tuoi": invece di attaccarmi proponimi le tue soluzioni a questo mondo corrotto e malato...
magari non condividerò ma sono sempre pronto ad ascoltare.

pps: non sei bravo nelle traduzioni evitale...

С а ч ч и о
01-04-2006, 17:35
non so se questo è il 3d adatto, cmq considerando che è una summa dell'operato del governo, può anche starci : il falso in bilancio non è stato depenalizzato.

In questo caso si tratta di disinformazione mediatica.

AdE
01-04-2006, 18:05
Puoi spiegare meglio ciò che dici saccio? :look:

Milton
01-04-2006, 18:11
credo se non sbaglio che si riferisca al fatto che al falso in bilancio siano stati solo accorciati i termini della prescrizione da 10 a 4 anni. Però è un mio ricordo molto vago che non so quanto corrisponda al vero

С а ч ч и о
01-04-2006, 18:25
No riguardo ai tempi di prescrizione nel diritto penale non sono previsti per ogni reato, ma i tempi di prescrizione sono previsti da un articolo in rapporto alla durata della pena comminata.

In questo caso si era più volte detto che il falso in bilancio non costituisse più reato. Questo non è vero, è ancora previsto come reato.

Si è fatta una distinzione tra Falso in bilancio per società non quotate in borsa (in questo caso è ovvio che il falso in bilancio per quanto sia grave come reato comunque abbia ripercussioni socio economiche minori) e società quotate in borsa.

Sostanzialmente per le prime si può procedere solamente a querela di parte (praticamente una segnalazione fatta all'autorità giudiziaria dalla vittima del reato o da chi ne abbia un interesse diretto). Per le seconde invece si può procedere d'ufficio, per cui chiunque abbia notizie di un presunto reato di falso in bilancio può darne notizia all'autorità giudiziaria e susseguentemente l'autorità giudiziaria deciderà se avviare un procedimento giudiziario.

Quindi traendo una conclusione politica, per i più maliziosi che avevano visto la depenalizzazione del falso in bilancio per avvantaggiare le aziende del Berlusca, non credo che il carissimo Capo del Governo tragga molti vantaggi da questa modifica legislativa visto che dubito che le sue imprese non siano quotate in borsa (per quanto che anche non lo fossero comunque si tratterebbe sempre di reato penale).

Ripeto il mio discorso è limitato solamente al reato di falso in bilancio, non sto parlando di nessun altra legge "ad personam", o presunta tale.

r3DkM3R
01-04-2006, 18:44
No riguardo ai tempi di prescrizione nel diritto penale non sono previsti per ogni reato, ma i tempi di prescrizione sono previsti da un articolo in rapporto alla durata della pena comminata.

In questo caso si era più volte detto che il falso in bilancio non costituisse più reato. Questo non è vero, è ancora previsto come reato.

Si è fatta una distinzione tra Falso in bilancio per società non quotate in borsa (in questo caso è ovvio che il falso in bilancio per quanto sia grave come reato comunque abbia ripercussioni socio economiche minori) e società quotate in borsa.

Sostanzialmente per le prime si può procedere solamente a querela di parte (praticamente una segnalazione fatta all'autorità giudiziaria dalla vittima del reato o da chi ne abbia un interesse diretto). Per le seconde invece si può procedere d'ufficio, per cui chiunque abbia notizie di un presunto reato di falso in bilancio può darne notizia all'autorità giudiziaria e susseguentemente l'autorità giudiziaria deciderà se avviare un procedimento giudiziario.

Quindi traendo una conclusione politica, per i più maliziosi che avevano visto la depenalizzazione del falso in bilancio per avvantaggiare le aziende del Berlusca, non credo che il carissimo Capo del Governo tragga molti vantaggi da questa modifica legislativa visto che dubito che le sue imprese non siano quotate in borsa (per quanto che anche non lo fossero comunque si tratterebbe sempre di reato penale).

Ripeto il mio discorso è limitato solamente al reato di falso in bilancio, non sto parlando di nessun altra legge "ad personam", o presunta tale.
Il problema degno di discussione è che da noi si riducono le pene e si ingentiliscono le accuse e poi stiamo a dire "poveri risparmiatori solati da parmalat e cirio e capitalia"... Mentre i veri liberali, gli statunitensi e non i berlusconiani che col liberalismo centrano ben poco (liberali solo con i loro stessi bisogni), innalzano le pene per tenere sicuri gli investitori. Da noi invece preferiamo tenere sicuri gli speculatori, sicuri di poter rubbari i risparmi di ancora tanti italiani... E se permetti stica dei cavilli... Potevano dare un segnale forte come quello statunitense, dato che se paragoniamo le due economie le perdite italiane sono proporzionalmente molto più grandi di quelle fatte da henron e compagnia negli usa... Alla luce di questo trovo qualsiasi giustificazione o approfondimento superfluo... O mi sbaglio?

С а ч ч и о
02-04-2006, 00:40
Il problema degno di discussione è che da noi si riducono le pene e si ingentiliscono le accuse e poi stiamo a dire "poveri risparmiatori solati da parmalat e cirio e capitalia"... Mentre i veri liberali, gli statunitensi e non i berlusconiani che col liberalismo centrano ben poco (liberali solo con i loro stessi bisogni), innalzano le pene per tenere sicuri gli investitori. Da noi invece preferiamo tenere sicuri gli speculatori, sicuri di poter rubbari i risparmi di ancora tanti italiani... E se permetti stica dei cavilli... Potevano dare un segnale forte come quello statunitense, dato che se paragoniamo le due economie le perdite italiane sono proporzionalmente molto più grandi di quelle fatte da henron e compagnia negli usa... Alla luce di questo trovo qualsiasi giustificazione o approfondimento superfluo... O mi sbaglio?

Sapresti dirmi esattamente che modifiche sono state introdotte con la legge sul falso in bilancio?
E occhio che non sono cavilli, è una cosa molto seria dire che qualcosa è stato depenalizzato quando ancora è previsto come reato.

С а ч ч и о
02-04-2006, 00:55
TITOLO V

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA IN MATERIA DI SANZIONI PENALI
E AMMINISTRATIVE

Art. 30.

(False comunicazioni sociali)

1. L’articolo 2621 del codice civile è sostituito dal seguente:

«Art. 2621. - (False comunicazioni sociali). – Salvo quanto previsto dall’articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, con l’intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sè o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, espongono fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni ovvero omettono informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, sono puniti con l’arresto fino a due anni.

La punibilità è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi.
La punibilità è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se le falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 per cento o una variazione del patrimonio netto non superiore all’1 per cento.
In ogni caso il fatto non è punibile se conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta.
Nei casi previsti dai commi terzo e quarto, ai soggetti di cui al primo comma sono irrogate la sanzione amministrativa da dieci a cento quote e l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese da sei mesi a tre anni, dall’esercizio dell’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché da ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’impresa».

2. L’articolo 2622 del codice civile è sostituito dal seguente:
«Art. 2622. - (False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori). – Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, con l’intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, esponendo fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni, ovvero omettendo informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, cagionano un danno patrimoniale alla società, ai soci o ai creditori, sono puniti, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Si procede a querela anche se il fatto integra altro delitto, ancorché aggravato, a danno del patrimonio di soggetti diversi dai soci e dai creditori, salvo che sia commesso in danno dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee.
Nel caso di società soggette alle disposizioni della parte IV, titolo III, capo II, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, la pena per i fatti previsti al primo comma è da uno a quattro anni e il delitto è procedibile d’ufficio.
La pena è da due a sei anni se, nelle ipotesi di cui al terzo comma, il fatto cagiona un grave nocumento ai risparmiatori.
Il nocumento si considera grave quando abbia riguardato un numero di risparmiatori superiore allo 0,1 per mille della popolazione risultante dall’ultimo censimento ISTAT ovvero se sia consistito nella distruzione o riduzione del valore di titoli di entità complessiva superiore allo 0,1 per mille del prodotto interno lordo.
La punibilità per i fatti previsti dal primo e terzo comma è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi.
La punibilità per i fatti previsti dal primo e terzo comma è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se le falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 per cento o una variazione del patrimonio netto non superiore all’1 per cento.
In ogni caso il fatto non è punibile se conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta.
Nei casi previsti dai commi settimo e ottavo, ai soggetti di cui al primo comma sono irrogate la sanzione amministrativa da dieci a cento quote e l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese da sei mesi a tre anni, dall’esercizio dell’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché da ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’impresa».

3. È istituita, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, la Commissione per la tutela del risparmio, di seguito denominata «Commissione», alle dirette dipendenze funzionali del Presidente del Consiglio dei ministri.

4. La Commissione è organo collegiale, composta da un presidente e due commissari, nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica.
5. Il Governo adotta, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, un regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, volto a determinare i requisiti di nomina del presidente e dei membri della Commissione e le funzioni della Commissione, al fine di garantirne l’autonomia e l’efficacia operativa.
6. La Commissione:

a) svolge le proprie funzioni d’ufficio o su istanza dei risparmiatori;

b) relaziona con cadenza semestrale sulla propria attività al Presidente del Consiglio dei ministri, che riferisce periodicamente ai Presidenti delle Camere;
c) si avvale del supporto di un ufficio composto da dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in posizione di comando secondo i rispettivi ordinamenti, il cui servizio presso il medesimo ufficio è equiparato ad ogni effetto a quello prestato presso le amministrazioni di appartenenza;
d) ha l’obbligo di rendere rapporto all’autorità giudiziaria nei casi previsti dalla legge.

Art. 31.

(Omessa comunicazione del conflitto d’interessi)

1. Nel libro V, titolo XI, capo III, del codice civile, prima dell’articolo 2630 è inserito il seguente:

«Art. 2629-bis. - (Omessa comunicazione del conflitto d’interessi). – L’amministratore o il componente del consiglio di gestione di una società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altro Stato dell’Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, ovvero di un soggetto sottoposto a vigilanza ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998, della legge 12 agosto 1982, n. 576, o del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, che vìola gli obblighi previsti dall’articolo 2391, primo comma, è punito con la reclusione da uno a tre anni, se dalla violazione siano derivati danni alla società o a terzi».
2. All’articolo 25-ter, comma 1, lettera r), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo le parole: «codice civile» sono inserite le seguenti: «e per il delitto di omessa comunicazione del conflitto d’interessi previsto dall’articolo 2629-bis del codice civile».

Art. 32.

(Ricorso abusivo al credito)

1. L’articolo 218 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dal seguente:

«Art. 218. – (Ricorso abusivo al credito). – 1. Gli amministratori, i direttori generali, i liquidatori e gli imprenditori esercenti un’attività commerciale che ricorrono o continuano a ricorrere al credito, anche al di fuori dei casi di cui agli articoli precedenti, dissimulando il dissesto o lo stato d’insolvenza sono puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni.

2. La pena è aumentata nel caso di società soggette alle disposizioni di cui al capo II, titolo III, parte IV, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni.
3. Salve le altre pene accessorie di cui al libro I, titolo II, capo III, del codice penale, la condanna importa l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a tre anni».

Art. 33.

(Istituzione del reato di mendacio bancario)

1. All’articolo 137 del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, al comma 2 è premesso il seguente:

«1-bis. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chi, al fine di ottenere concessioni di credito per sé o per le aziende che amministra, o di mutare le condizioni alle quali il credito venne prima concesso, fornisce dolosamente ad una banca notizie o dati falsi sulla costituzione o sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria delle aziende comunque interessate alla concessione del credito, è punito con la reclusione fino a un anno e con la multa fino ad euro 10.000».

Art. 34.

(Falso in prospetto)

1. Dopo l’articolo 173 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, è inserito il seguente:

«Art. 173-bis. - (Falso in prospetto). – 1. Chiunque, allo scopo di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei prospetti richiesti per la sollecitazione all’investimento o l’ammissione alla quotazione nei mercati regolamentati, ovvero nei documenti da pubblicare in occasione delle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, con l’intenzione di ingannare i destinatari del prospetto, espone false informazioni od occulta dati o notizie in modo idoneo a indurre in errore i suddetti destinatari, è punito con la reclusione da uno a cinque anni».
2. L’articolo 2623 del codice civile è abrogato.

Art. 35.

(Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione)

1. Nel testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, alla parte V, titolo I, capo III, all’articolo 175 sono premessi i seguenti:

«Art. 174-bis. - (Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione). – 1. I responsabili della revisione delle società con azioni quotate, delle società da queste controllate e delle società che emettono strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116, i quali, nelle relazioni o in altre comunicazioni, con l’intenzione di ingannare i destinatari, attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, dell’ente o del soggetto sottoposto a revisione, in modo idoneo a indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

2. Nel caso in cui il fatto previsto dal comma 1 sia commesso per denaro o altra utilità data o promessa, ovvero in concorso con gli amministratori, i direttori generali o i sindaci della società assoggettata a revisione, la pena è aumentata fino alla metà.
3. La stessa pena prevista dai commi 1 e 2 si applica a chi dà o promette l’utilità nonché agli amministratori, ai direttori generali e ai sindaci della società assoggettata a revisione, che abbiano concorso a commettere il fatto.

Art. 174-ter. - (Corruzione dei revisori). – 1. Gli amministratori, i soci, i responsabili della revisione contabile e i dipendenti della società di revisione, i quali, nell’esercizio della revisione contabile delle società con azioni quotate, delle società da queste controllate e delle società che emettono strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116, fuori dei casi previsti dall’articolo 174-bis, per denaro o altra utilità data o promessa, compiono od omettono atti in violazione degli obblighi inerenti all’ufficio, sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

2. La stessa pena di cui al comma 1 si applica a chi dà o promette l’utilità».

Art. 36.

(False comunicazioni circa l’applicazione delle regole previste nei codici di comportamento delle società quotate)

1. Dopo l’articolo 192 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, è inserito il seguente:

«Art. 192-bis. - (False comunicazioni circa l’applicazione delle regole previste nei codici di comportamento delle società quotate). – 1. Salvo che il fatto costituisca reato, gli amministratori, i componenti degli organi di controllo e i direttori generali di società quotate nei mercati regolamentati i quali omettono le comunicazioni prescritte dall’articolo 124-bis ovvero, nelle stesse o in altre comunicazioni rivolte al pubblico, divulgano o lasciano divulgare false informazioni relativamente all’adesione delle stesse società a codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria degli operatori, ovvero all’applicazione dei medesimi, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a trecentomila euro. Il provvedimento sanzionatorio è pubblicato, a spese degli stessi, su almeno due quotidiani, di cui uno economico, aventi diffusione nazionale».

Art. 37.

(Omessa comunicazione degli incarichi di componente di organi di amministrazione e controllo)

1. All’articolo 193 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, il comma 3-bis è sostituito dal seguente:

«3-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, i componenti degli organi di controllo, i quali omettano di eseguire nei termini prescritti le comunicazioni di cui all’articolo 148-bis, comma 2, sono puniti con la sanzione amministrativa in misura pari al doppio della retribuzione annuale prevista per l’incarico relativamente al quale è stata omessa la comunicazione. Con il provvedimento sanzionatorio è dichiarata altresì la decadenza dall’incarico».

Art. 38.

(Abusive attività finanziarie)

1. All’articolo 132, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La stessa pena si applica a chiunque svolge l’attività riservata agli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’articolo 107, in assenza dell’iscrizione nel medesimo elenco».

Art. 39.

(Aumento delle sanzioni penali e amministrative)

1. Le pene previste dal testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, dal testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, dalla legge 12 agosto 1982, n. 576, e dal decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, sono raddoppiate entro i limiti posti per ciascun tipo di pena dal libro I, titolo II, capo II, del codice penale.

2. Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 2625, dopo il secondo comma è inserito il seguente:
«La pena è raddoppiata se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell’Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58»;
b) all’articolo 2635, dopo il secondo comma è inserito il seguente:
«La pena è raddoppiata se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell’Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58»;
c) all’articolo 2638, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«La pena è raddoppiata se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell’Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58».
3. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, dal testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, dalla legge 12 agosto 1982, n. 576, e dal decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, che non sono state modificate dalla presente legge, sono quintuplicate.

4. All’articolo 4, comma 1, lettera h), della legge 29 luglio 2003, n. 229, dopo il numero 1) è inserito il seguente:

«1-bis) raddoppiando la misura delle sanzioni penali e quintuplicando la misura massima delle sanzioni amministrative pecuniarie determinate in una somma di denaro, ad eccezione delle sanzioni previste dalla legge 12 agosto 1982, n. 576, e successive modificazioni».
5. Le sanzioni pecuniarie previste dall’articolo 25-ter del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono raddoppiate.

Art. 40.

(Sanzioni accessorie)

1. Il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l’introduzione di sanzioni accessorie alle sanzioni penali e amministrative applicate ai sensi del titolo XI del libro V del codice civile, del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, della legge 12 agosto 1982, n. 576, e del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) applicazione delle sanzioni accessorie e determinazione della loro durata, comunque non superiore a tre anni, in ragione della gravità della violazione, valutata secondo i criteri indicati dall’articolo 133 del codice penale, o della sua reiterazione;

b) previsione della sanzione accessoria della sospensione o della decadenza dalle cariche o dagli uffici direttivi ricoperti presso banche o altri soggetti operanti nel settore finanziario, ovvero dalle cariche o dagli uffici direttivi ricoperti presso società;
c) previsione della sanzione accessoria dell’interdizione dalle cariche presso banche e altri intermediari finanziari o dalle cariche societarie;
d) previsione della sanzione accessoria della pubblicità della sanzione pecuniaria e accessoria, a carico dell’autore della violazione, su quotidiani e altri mezzi di comunicazione a larga diffusione e nei locali aperti al pubblico delle banche e degli altri intermediari finanziari presso i quali l’autore della violazione ricopra cariche societarie o dei quali lo stesso sia dipendente;
e) previsione della sanzione accessoria della confisca del prodotto o del profitto dell’illecito e dei beni utilizzati per commetterlo, ovvero di beni di valore equivalente;
f) attribuzione della competenza ad irrogare le sanzioni accessorie alla medesima autorità competente ad irrogare la sanzione principale.
per chi ha voglia di dargli un'occhiata

r3DkM3R
02-04-2006, 04:41
Giustamente parlare di depenalizzazione è sbagliato, ma probabilmente le pene sono cosi alleggerite da far gridare alla depenalizzazione, se magari posti (se li hai) anche i vecchi articoli possiamo giudicare, poi mi sembra palese che da 6 mesi a 2 anni di reclusione per gente come il caro Tanzi, anche se mi pare di aver capito con pena raddoppiabile data la certificazione in borsa delle sue aziende, sia abbastanza ridicolo... Si parla di 5 anni di reclusione in caso di violazioni delle leggi di revisione, ma se stai a revisionà, mi sa che gia stai bello incasinato... Poi giuridicamente, che valore dai ad una legge che riguarda strettamente gli imprenditori e che è stata coniata dal più potente di questi?? Me pare che famo fa le leggi anticheat a Valallino...
Aspetto i vecchi articoli...

С а ч ч и о
02-04-2006, 11:38
La parte che a voi più sta a cuore è la parte riguardante le disposizioni del codice civile nel Libro V, Titolo XI , Capo I riguardanti "Disposizioni generali per le società soggette a registrazione" , ed in particolare i seguenti articoli che ora riporto nella loro vecchia formulazione così che possiate vedere in cosa consistono le modifiche :



Art. 2621 False comunicazioni ed illegale ripartizione di utili o di acconti sui dividendi

Salvo che il fatto costituisca reato più grave, sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da L. 2 milioni a L. 20 milioni (2640):

1) i promotori, i soci fondatori, gli amministratori, i direttori generali, i sindaci e i liquidatori, i quali nelle relazioni, nei bilanci o in altre comunicazioni sociali, fraudolentemente espongono fatti non rispondenti al vero sulla costituzione o sulle condizioni. economiche della società o nascondono in tutto o in parte fatti concernenti le condizioni medesime;

2) gli amministratori e i direttori generali che, in mancanza di bilancio approvato o in difformità da esso o in base ad un bilancio falso, sotto qualunque forma, riscuotono o pagano utili fittizi o che non possono essere distribuiti (2433, 2632);

3) gli amministratori e i direttori generali che distribuiscono acconti sui dividendi:

a) in violazione dell'art. 2433 bis, 1° comma;

b) ovvero in misura superiore all'importo degli utili conseguiti dalla chiusura dell'esercizio precedente, diminuito delle quote che devono essere destinate a riserva per obbligo legale o statutario e delle perdite degli esercizi precedenti e aumentato delle riserve disponibili;

c) ovvero in mancanza di approvazione del bilancio dell'esercizio precedente o del prospetto contabile previsto nell'art. 2433 bis, 5° comma, oppure in difformità da essi, ovvero sulla base di un bilancio o di un prospetto contabile falsi.




Art. 2622 Divulgazione di notizie sociali riservate

Gli amministratori, i direttori generali, i sindaci e i loro dipendenti, i liquidatori, che, senza giustificato motivo, si servono a profitto proprio od altrui di notizie avute a causa del loro ufficio, o ne danno comunicazione, sono puniti, se dal fatto può derivare pregiudizio alla società, con la reclusione fino ad un anno e con la multa da L. 200.000 a L. 2 milioni.

Il delitto è punibile su querela della società.


E sempre considerando che questi articoli contemplano il caso generale delle società e non entra in gioco la normativa sulle società quotate in borsa, escludendo quindi le varie aziende di Berlusconi, Tanzi & co.
Che poi nel caso di Tanzi il falso in bilancio decade per lasciare spazio alla Bancarotta Fraudolenta

-rinneXXX-
03-04-2006, 10:04
grazie a dio che noi cervelli ce ne andiamo all'estero a trovare lavoro...

С а ч ч и о
03-04-2006, 11:01
grazie a dio che noi cervelli ce ne andiamo all'estero a trovare lavoro...

:asd:

bl4in
03-04-2006, 15:07
Bono (U2) replica a Berlusconi
Le parole della star: "Mi sono sentito lusingato ma anche un po' sfruttato..."


Come riportato dal giornale Mirror, Bono degli U2 ha espresso il suo malcontento dopo che l'attuale premier Silvio Berlusconi ha adoperato una foto del cantante irlandese all'interno del suo magazine elettorale spedito a milioni di famiglie italiane in vista delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile.

La foto incriminata - all'interno della campagna per l'aiuto ai paesi poveri condotta dal governo Berlusconi - ritrae lo stesso Bono Vox con la seguente dicitura: "La star irlandese è grata al Primo Ministro per le azioni condotte dal governo italiano".

Il leader degli U2 ha scritto al leader della Casa Della Libertà dicendogli: "Mr. Berlusconi, oltre a sentirmi lusingato della sua citazione, mi sono sentito anche un po' sfruttato...". Nella sua lettera, inoltre, Bono ha ricordato la famosa conversazione avuta con il premier italiano durante la quale lo stesso Berlusconi avrebbe parlato di stanziare dei fondi per aiutare l'Africa.

"Nel caso che quella didascalia fosse esatta - ha concluso la rockstar irlandese- il mondo vorrebbe sapere quando l'Italia manterrà la sua promessa".



:sbonk:

Hana-bi
03-04-2006, 18:28
http://www.break.com/index/primeminister.html

DUCA
03-04-2006, 18:58
-.- old